Turin Underground Cinefest – Primo Round

Terminato il Torino Underground Cinefest è tempo di tirare le somme di quello che abbiamo visto. Ed ecco qui i primi tre film recensiti: The Disacrated, Il confine occidentale, Behind the blue door.

The Disacrated

Realizzato da John Gray nel 2018, con 35.000 euro di budget, questo corto dura circa 8 minuti che tengono, dal primo all’ultimo, col fiato sospeso. Una giovane inserviente a lavoro in un obitorio sente strani rumori provenire da un tombino al centro della sala. La macchina da presa si muove in modo lento e indagatore in questo ambiente freddo e asettico – svelando e celando piccoli particolari non poco inquietanti… Non ci sono dialoghi ma bastano le espressioni della protagonista (e non solo) a mettere una certa ansia.

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Il confine occidentale

Tante storie di migrazione e di libertà, che si snodano attraverso piccoli aneddoti e racconti di vita. Al centro la necessità di cercare qualcosa di migliore, di diverso, per sperare nel futuro e acquistare una propria dignità, prendendo strade difficili e impervie. Questo cortometraggio documentario di circa 20 minuti è di Luigi D’Alife, già conosciuto grazie al suo primo film “Binxet – Sotto il confine”.

Questa volta il confine è rappresentato dalle Alpi, attraversate da centinaia di anni da persone di sesso, età ed etnie differenti per le strade tortuose e innevate della Val di Susa. Se nell’ultimo secolo la migrazione ha interessato soprattutto gli italiani che hanno travalicato le montagne per cercare lavoro in Francia, da poco tempo a questa parte la rotta è utilizzata anche dai migranti africani. Commuovono le voci di questa gente, piena di gratitudine per chi l’ha accolta lungo il tragitto e ha offerto un pasto caldo e un letto per riposare.                                                                                                           ll.jpg

 

Behind the blue wall

Quest’opera polacca del regista Mariusz Palej, adattamento di un romanzo di Mariusz Szczygielski, non è altro che un lungo viaggio attraverso la fantasia, e comprende un cast importante di attori molto conosciuti in Polonia, come Ewa Blaszczyk e Michal Zebrowski. Realizzato nel 2016 viene prodotto da TFP insieme al Polish Film Institute ma si avvale anche del sostegno di coproduzioni come TV Polsat, Heliograf, FremantleMedia Polska, Alien FX, AB Film Production e Dreamsound.

Un film rivolto prevalentemente a un pubblico molto giovane che gioca sulle tematiche dell’amicizia, del mistero e del legame profondo tra madre e figlio, avvalendosi di effetti speciali  ben realizzati e di una fotografia molto curata. “Behind the blue door” è stato un vero e proprio successo in Polonia, dove raramente ci si imbatte in un’opera per ragazzi di questa portata, e ha già vinto numerosi premi, come quello della giuria al 34esimo ‘ALE KINO! International Young Audience Film Festival’.

Lukas, ragazzo allegro e spensierato, si prepara per le vacanze estive quando all’improvviso un evento brutale costringe sua madre al ricovero in ospedale. L’avventura per il protagonista comincerà proprio in quel momento, quando una sua misteriosa zia decide di prendersi cura di lui portandolo nella residenza di High Cliff: cosa si cela dietro questa figura misteriosa? E quali mondi magici si nascondono dietro alla porta blu?

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Elisa Scardinale