All These Small Moments, spaccato di quotidianità – Torino Film Festival 2018

All These Small Moments è il debutto alla regia di un lungometraggio di Melissa B. Miller-Costanzo. E onestamente bisognerebbe metterci la firma per un debutto del genere.

Come introdotto dalla stessa regista, la pellicola fa riferimento alla vita. Si tratta di uno spaccato di vita di una famiglia che affronta diversi problemi e sfide quotidiane: protagonisti principali sono sicuramente i due figli, Howard (che nel film si ritaglia un grandissimo spazio, diventando sicuramente il Main Protagonist) e Simon, entrambi alle prese con l’adolescenza. Sullo sfondo invece troviamo i genitori, in piena crisi di coppia dopo un matrimonio che sembra essere oramai agli sgoccioli. Sono appunto spaccati di quotidianità, in cui tante persone possono riconoscersi senza problemi e l’intero film è semplicemente un susseguirsi di eventi in alcuni punti magari prevedibili, ma non per questo meno godibili.

All These Small Moments ci porta ad impersonarci in ogni singolo personaggio, con un focus particolare proprio su Howard. Sarà lui infatti il “motore” della vicenda: dalla cantina in cui con il fratello e i suoi amici hanno i primi contatti ravvicinati con la sfera sessuale, fino a quell’incontro casuale in biblioteca con una ragazzina che si invaghisce di lui in brevissimo tempo. Nel mezzo una donna da rintracciare, della quale Howard è cotto e rappresenta, bene o male, la prima crush seria. Tutto ciò è retto da una sceneggiatura accattivante, che alterna sapientemente momenti di ilarità ad attimi toccanti, che restano bene o male impressi nella mente dello spettatore. In 100 minuto, l’opera di Miller-Costanzo riesce in qualche modo a raccontare alla perfezione il cambiamento di un adolescente, le crisi di un matrimonio e il momento di spaesamento di una donna adulta che forse non è mai cresciuta del tutto.

Senza colpi di scena, con una firma decisamente distante da quella d’autore, All These Small Moments sono semplicemente immagini che scorrono sullo schermo regalandoci una bella storia che si può vivere in prima persona o sentir raccontata da persone vicine ad ognuno di noi. Non osa, non innova, non ha coraggio ma resta sicuramente godibile e realizzata davvero bene. “It’s a film about life”, e non possiamo che concordare.

Alessandro Adinolfi